domenica 7 aprile 2013

QUESTO E' IL MOVIMENTO 5 STELLE DI CAMPI BISENZIO (FI)



“Vorrei che questa mia lettera arrivasse a Beppe Grillo. 

Per mesi ho lavorato nell'interesse della crescita del Movimento Cinque Stelle a Campi Bisenzio. Nonostante tutto ciò, sono stato messo alla gogna più volte: l’ultima riguarda la mia candidatura al quartiere 2 di Firenze nel lontano 2009, per la quale mi volevano escludere ma non ci sono riusciti. Lo statuto parla di mandati e di tesseramenti: cose che a me non appartengono. 
E’ normale che 4 anni fa credessi in un ideale che poi mi ha deluso, facendomi avvicinare al movimento 5 stelle”: Guglielmo Mossuto è un avvocato affermato a Firenze e in Italia. Esperto di diritto matrimoniale e minorile, svolge questo lavoro con passione da diversi anni ed a Campi è stato, si può dire, l'anima del Movimento Cinque Stelle. Adesso se ne va, sbattendo la porta e  raccontando perché la sua candidatura nonostante il grande lavoro di semina, non ha portato frutti. A Campi il Movimento Cinque Stelle si divide ancor prima di presentarsi ufficialmente per le amministrative di maggio. A passare il turno come candidato sindaco è stato Niccolò Rigacci e ora ci sarà la costruzione della lista dei candidati al consiglio comunale. “Il candidato sindaco  Niccolò Rigacci – spiega Mossuto -  ha ottenuto 24 preferenze su 44 presenti alla votazione per la candidatura a sindaco.
Di questi 24 voti, 11 voti sono di persone che si sono iscritte al movimento 5 stelle di Campi Bisenzio dopo le  elezioni politiche (iscritte al massimo 25 giorni prima della presentazione delle candidature fissate per il 26 marzo). Secondo il mio parere e di altri del movimento non avrebbero avuto le nozioni sufficienti per poter designare una persona. Se per votare è necessario aver partecipato a 5 meetup, perchè è stato permesso di votare a tre persone che ne avevano all’attivo solo 4? 
Ha partecipato alla votazione Mastroberti Francesco, che fa parte del meetup di Calenzano e non di Campi B., con 4 meetup , Claudia Baroni, anche lei con 4 meetup e Francesco Lettieri, ( il 5° meetup per tutti e tre sarebbe stato raggiunto il giorno delle votazioni ). Voglio sottolineare anche che Mastroberti ha partecipato a 3 meetup  a Campi ad ottobre e ad un meetup   a Calenzano i primi di novembre, poi è sparito perchè di altro comune e si è presentato a Campi bisenzio dopo 5 mesi il giorno della votazione per sostenere Rigacci. 
Nella lista dei candidati è presente Francesca Neri che è una delle candidate al consiglio comunale che ha all’attivo ben zero meetup e si è iscritta il 13 marzo 2013, cioè due settimane prima della votazione. 
Giovanni Torchia, iscritto in precedenza al meetup di Firenze e tuttora iscritto, si è segnato anche al meetup di Campi B il giorno 11 marzo 2013 e anche lui guarda caso ha votato Rigacci. 
Viviana Ventisette anche lei candidata, si è riscritta al meetup il 5 marzo ed ha votato Rigacci, dopo essersi cancellata e nel frattempo aver fondato, continuando ad essere socia di “Alleanza cittadina per Campi”. 
Il candidato Ugo Cozza si è iscritto il 6 marzo e anche lui guarda caso ha votato Rigacci.
Il figlio di Ugo Cozza, Mirko Cozza si è iscritto addirittura il 19 marzo e il 26, quindi sette giorni dopo, ha presentato la sua candidatura ed ha anche lui votato Rigacci. Gabriella Urban si è iscritta anche lei soltanto il 19 marzo e ha votato anche lei per Rigacci. 
Dario Panetta, anch’egli iscritto il 19 marzo addirittura candidato nella lista del movimento, ha supportato Nadia Conti (Pd) alle primarie per sindaco e anche lui ha votato Rigacci. Se andate nel sito della Nadia conti c'è addirittura scritto che Panetta avrebbe fatto parte della giunta Pd qualora la Nadia Conti avesse vinto le primarie a Campi Bisenzio. Sappiamo come sono andate le primarie e cosa ha fatto ora Dario Panetta, ripeto, iscritto al momento 5 stelle di Campi Bisenzio il 19 Marzo e candidato col Movimento stesso il 26 di marzo con il placet di Rigacci e company. 
Il candidato Pecoraro all’ inizio non si era presentato come candidato perchè iscritto all’ IDV di Campi B.. (idv presente tuttora in giunta col Pd) poi però è entrato nella lista, dopo un sondaggio-lampo fatto il giorno 4 aprile durato poche ore e che ha interessato 20 persone  (su 127 iscritti), cioè quelle che si presuppone abbiano votato per Rigacci essendo detto sondaggio segreto e non come le votazioni precedenti svolte a scrutinio palese. Questo sondaggio ha permesso di candidarsi anche Mancini e Fenu, pure loro votanti Rigacci. (alle 11 persone che hanno votato Rigacci iscritte nel mese di marzo ci sono altre 3 persone, Mancini Pecoraro e Fenu che hanno anche loro votato Rigacci per un totale di 14 voti su 24 ). 
Ripeto che tutte le votazioni sono state a scrutinio palese, quindi mi chiedo perchè questa ultima votazione di poche ore sia stata fatta “in fretta e furia” e in gran segreto”.
Ho chiesto più volte insieme ad altri che non potevano essere messi in lista quei candidati senza una regolare votazione a scrutinio palese (E NON ADDIRITTURA SEGRETO) e che il tempo era scaduto per presentare le candidature, ma tutto è risultato inutile, comandano sempre i soliti, alla faccia di "UNO VALE UNO ".
Secondo l'avvocato le votazioni del candidato sindaco non si sarebbero svolte nella massima trasparenza e in questa delicata fase di costruzione del gruppo non è stato tenuto conto dell'impegno “dietro le quinte”.  
“Per quanto mi riguarda – prosegue Mossuto - mi sono iscritto al meetup di Campi il 6 novembre quando gli iscritti erano circa 6, ho partecipato ad oltre 55 meetup, ho trovato una sede ai pochi iscritti che c’erano al momento in cui sono entrato io presso la Galleria di Vittorio, che fino ad allora si ritrovavano al Lupo, presso i Gigli. Inoltre mi sono occupato personalmente di andare in Comune per chiedere i permessi per i vari gazebo. Sempre io mi sono occupato di decidere la postazione dei banchini di volta in volta insieme ad un’altra persona non candidata. 
A novembre mi è stato chiesto di portare persone, e così ho fatto,  nonostante ciò non ho portato nè parenti nè amici stretti, escluso mio figlio Lorenzo di 17 anni, che è venuto di sua iniziativa sempre nel mese di novembre. Sono io che mi sono recato a Firenze un sabato mattina per ritirare i manifesti del movimento per le elezioni politiche di febbraio e mi sono occupato, insieme ad altri pochi del meetup di attaccarli per le vie di Campi. Ho partecipato quasi tutti i sabato e domenica ai gazebo distribuendo volantini del programma fotocopiati a mie spese (per tutto l'inverno eravamo 3 o al massimo 4 persone ai banchini).
Nonostante ciò, vedo nella lista candidati arrivati anche ad una settimana dalle candidature  che sono stati tesserati di altri partiti o fondatori, quindi devo dedurre che la legge non è uguale per tutti, che non c’è democrazia dentro questo meetup e che “ uno non vale uno “.
 Anche proporre pubblicamente sul meetup una mozione di sfiducia nei miei confronti o proporre una votazione per togliermi l’incarico di co-organizer e addirittura per cancellarmi da qualsiasi carica in modo da non potermi candidare in nessuna lista, vuol dire accanirsi contro di me.
Addirittura il candidato Rigacci si è permesso di mettere sul meetup il volantino del 2009 con cui io mi candidavo a consigliere di quartiere e con sarcasmo scriveva le seguenti parole.......




Niccolo Rigacci
Postato il 30-mar-2013 14.47
     

user 9613246
Campi Bisenzio, FI
Post n.: 26
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All'ultima riunione ho detto che la credibilità dei nostri candidati verrà messa a dura prova con attacchi da tutte le parti. E infatti ecco che già mi mandano questo link (corredato del sarcasmo che vi risparmio). Prepariamoci a dare le risposte giuste!

Guglielmo in assemblea ha già ottimamente risposto che lui si è sempre battuto in favore dei cittadini, ma a chi solleva la questione non so rispondere se c'è stato un radicale cambio di ideali oppure se si tratta della scelta di lottare di volta in volta con le opportunità (i partiti) migliori.
massimo mancini
Postato il 30-mar-2013 16.08
     

max5stelle
Campi Bisenzio, FI
Post n.: 362
Invia un'e-mail Posta un saluto
Concordo anche io con l'idea di trovare una scappatoia a questo "fianco scoperto" in rete ne vediamo di tutte, dobbiamo in qualche modo essere inattaccabili.
Alcuni esempi:
http://www.freemao.co...





Penso quindi che chiedere a queste persone di lavorare con il M5S "dietro le quinte" non sia un'idea peregrina. Sono certo che capiranno il significato politico di questa scelta, pertanto potremmo anche portare (prima della votazione) una mozione a voto palese.

QUESTO E' IL POST CHE RIGACCI HA MESSO IL 30 MARZO E IL 2 APRILE CI SONO STATE LE ELEZIONI PER IL CANDIDATO A SINDACO.....COME DENIGRARE LE PERSONE E VINCERE FACILE.

Mancini poi mi chiede di essere messo dietro le quinte e di votare una mozione palese per eliminarmi dalla lista mentre lui invece con un sondaggio lampo del 4 aprile dalle 21 alle 24, in poche ore insieme ai suoi amici pecoraro e fenu, si fa rimettere in lista da 17 persone che hanno votato a scrutinio segreto !

Da quando sono stato designato io candidato sindaco con la votazione di gennaio, votazione democratica, hanno trovato il modo di annullare tale votazione campando in aria scuse antidemocratiche. Con questo mio sfogo intendo cancellarmi dalla lista dei candidati per le amministrative nonostante sia stato fra i più votati”.

Ora questo personaggio sarà il nuovo candidato sindaco del 5 stelle, uno che per arrivare allo scopo non perde occasione di denigrare tutto e tutti.


P.S. NOTIZIA PERVENUTAMI DA FONTI SICURE...STANNO PENSANDO DI ESPELLERMI DAL MOVIMENTO VISTO CHE IO (PER PRINCIPIO) NON MI SONO ANCORA CANCELLATO....SONO LORO CHE SE NE DEVONO ANDARE....SONO LORO CHE DEVONO ESSERE ESPULSI.



QUESTO E' L'ARTICOLO ORIGINALE CHE ABBIAMO SCRITTO CON LA GIORNALISTA DELLA NAZIONE MA CHE PER MOTIVI DI SPAZIO NON E' POTUTO ANDARE IN STAMPA.

venerdì 5 aprile 2013

MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: IL CORAGGIO DI UNA DONNA.



Ormai lo sappiamo, se ne sentono talmente tante in giro che quasi non fa più notizia. Tuttavia i maltrattamenti nei confronti delle donne continuano a susseguirsi implacabili. Ma è proprio quando questi maltrattamenti succedono all'interno delle mura domestiche e continuano per anni troppo spesso restano impuniti ed è francamente inaccettabile.  
Cosa di peggio della reiterata violenza sui propri familiari, sulla propria donna, sulla propria moglie, sui propri figli? Credo nulla. Tali atteggiamenti non possono e non devono restare all'interno delle mura di casa.
Proprio per questo motivo, la storia che ho raccontato alla Vita in Diretta  nella puntata dello scorso 3 aprile  e che voglio descrivervi ha un sapore diverso.
E' una storia di coraggio, del coraggio di una donna che ha avuto la forza di ribellarsi e di agire, lottando con i mezzi che la legge, il diritto le mette a disposizione nei confronti dell''uomo che è tutto fuorchè un uomo, ma che avrebbe dovuto essere il marito.
Questa donna ha subito anni  di soprusi, tradimenti, maltrattamenti e violenze, sia fisiche che psicologiche; ma dopo l'ennesimo agghiacciante episodio, ha finalmente trovato il coraggio di dire basta. Dopo più di vent'anni di matrimonio ha denunciato tutti i torti subiti.
Appena sposati, la convivenza andava bene e la giovane coppia sognava una famiglia. Tuttavia, con l'avvento  dei primi problemi (la casa, il mutuo, il lavoro), la situazione andò pian piano peggiorando di giorno in giorno, di mese in mese, di anno in anno.
Sempre più spesso assisteva impotente ai numerosi i momenti di follia del marito, manifestatisi dopo pochi anni dall'unione, in cui l'aggressività dominava tutta la sua persona. 
Troppe erano le urla e gli insulti rivolti alla moglie, ai suoi genitori  e parenti, numerosi gli oggetti che le venivano scagliati contro, come piatti, borse e quanto altro capitava vicino alla sua mano.
Nonostante una timida richiesta di aiuto agli enti specializzati che a più riprese le consigliavano di denunciare quanto accadeva in casa, decideva di non sporgere denuncia a seguito alle reiterate benchè vane promesse del marito di porre fine a questi comportamenti: ma le aggressioni continuavano.
Capitava che il marito buttasse fuori la moglie dalla casa coniugale, lasciandola, priva delle chiavi, a trascorrere le prime ore della mattina  sulle scale del palazzo, fino a quando, intorno alle ore 03:00 (dalle 21:00 che era fuori casa), decideva di riaprirle la porta.
L'ennesimo sconvolgente episodio di violenza ed umiliazione si verificava tuttavia un pomeriggio di inizio estate.  
Quel giorno la coppia stava rientrando da un viaggio, nel quale numerose erano state le liti e le discussioni.
La signora aveva un unico desiderio, stanca di quei continui litigi:  non desiderava altro che tornare a casa.
Si trovavano sul raccordo di Roma, durante un brutto temporale, era lui alla guida quando, non vedendo l'uscita del raccordo utile per poter rientrare, l'auto  proseguiva oltre senza svoltare.
Una volta  accortosi dell'errore, l'uomo iniziava ad inveire contro la donna, accusandola a più riprese di essere la responsabile di quell'errore, in quanto avrebbe dovuto dirgli che dovevano imboccare quell'uscita.
Dalle accuse si sa, si fa veloce a passare alle offese, e così fu.
Le offese diventavano ben presto percosse e l'uomo, accecato da una rabbia incomprensibile ed ingiustificata nei confronti della moglie, iniziava a picchiare con forza il suo pugno destro nel braccio sinistro della moglie, più e più volte, in modo ripetuto, poi la afferrava per i capelli facendole sbattere la testa nel poggia testa.
Poco dopo, non contento, decideva di fermarsi in uno spazio per la sosta e ordinava alls moglie  di scendere dall'auto.
Confusa e terrorizzata, nel bel mezzo del nulla e sotto un incessante temporale, la donna scendeva dall'auto dietro ordine del marito, il quale con tono autoritario, le ordinava di mettersi in ginocchio davanti a lui e di ripetere per tre volte consecutive ciascuna delle seguenti frasi: “sono una stupida”, “non lo faccio più”, “scusami". 
In quel clima di terrore, con la paura di essere abbandonata in una piazzola di sosta dell’autostrada, umiliata  dall'uomo che credeva di amare, non ha potuto far altro che eseguire quell'ordine. Solo dopo aver subito questa ulteriore profonda umiliazione otteneva il consenso a rientrare in auto.
A seguito dell'episodio la signora attraversò il periodo forse più difficile della sua vita.
Ripensando a tutto quanto subito, pur consapevole di dover mettere nuovamente la propria vita in discussione ma al contempo profondamente e dolorosamente umiliata come persona, come donna e come moglie, dopo l'ennesimo tentativo di  suo marito di distruggere la sua dignità e limare ancora una volta il rispetto di una donna verso se stessa, riusciva ad afferrare tutto il suo coraggio e a recarsi al pronto soccorso per trovare conforto medico.
Al pronto soccorso denunciava i maltrattamenti subiti dal marito e mostrava le sue numerose ferite, ancora più che evidenti sul braccio sinistro.
Finalmente aveva trovato il coraggio di denunciare, di farsi aiutare, di uscire da una situazione inaccettabile ma fino ad allora impunita.
Con l'aiuto dell'avvocato, in tal caso il sottoscritto, la signora ha instaurato contro il marito diversi procedimenti volti a tutelare la propria persona, non solo in quanto donna ma anche in quanto moglie.
Oltre ad ottenere un ordine di protezione nei confronti del marito, con il quale quest'ultimo non potrà più avvicinarsi alla moglie oltre a doversi allontanare con effetto immediato dalla casa coniugale, ha altresì instaurato un procedimento di separazione giudiziale dei coniugi per ottenere il più rapidamente possibile una sentenza che le consentisse di poter finalmente ricominciare a vivere e una denuncia penale per lesioni ancora in corso.
Ebbene cari lettori e lettrici, questa storia deve far riflettere.
In un rapporto umano, qualunque esso sia, alla base deve sempre esserci il rispetto per la dignità della persona in quanto in tale. 
Qualora questi atteggiamenti lesivi, peraltro non solo fisici, ma anche psicologici, vengono perpetrati all'interno delle mura domestiche, specialmente se nei confronti di una donna, assumono un contorno indecoroso. 
Proprio la famiglia, che dovrebbe essere il rifugio, l'oasi felice nel quale rintanarsi dopo una dura giornata di lavoro, finisce per diventare luogo di umiliazione e di paura.
Tutto ciò è inaccettabile.
Le donne vanno coccolate e non picchiate, vanno difese e non offese.
Ciò nonostante tali comportamenti, purtroppo, continuano a verificarsi giorno dopo giorno.
Sono tantissime le donne che, per la vergogna, per la paura o talvolta per il bene dei figli, sono costrette a subire umiliazioni simili, se non peggiori di quelle subite per anni da questa donna.
Bisogna trovare il coraggio per ribellarsi. Si può e si deve reagire a questi comportamenti.
Con l'aiuto giusto e il supporto adatto si può finalmente ricominciare a vivere: come persone ma sopratutto come Donne.

Guglielmo Mossuto. 




mercoledì 3 aprile 2013

 

DOMANI 4 APRILE 2013 DALLE ORE 11 SARO' A RADIO STUDIO 54  SU 96 FM IN TUTTA LA TOSCANA OPPURE IN STREAMING IN TUTTO IL MONDO  COLLEGANDOSI AL LINK QUI SOTTO RIPORTATO



www.radiostudio54.it


PARLEREMO DI DIRITTO DI FAMIGLIA E NON SOLO E RISPONDEREMO IN DIRETTA TELEFONICA ALLE VOSTRE DOMANDE E AI VOSTRI MESSAGGI SCRIVENDO AL NUMERO 333 3317300

VI ASPETTO NUMEROSI


Guglielmo Mossuto

martedì 2 aprile 2013

TRIBUTO AL GRANDE CALIFFO!


Un caro saluto al grande CALIFFO!

#AVVOCATOMOSSUTORESPONSABILITAMEDICA : IL CONSIGLIO DEL MEDICO NON BASTA.


Cari lettori,
come ormai ben sapete, da qualche tempo mi sto occupando sempre più di un tema tanto attuale quanto scottante e complesso in relazione alla difficile branca della responsabilità medica.
Con il post di oggi voglio analizzare una interessante sentenza della Corte di Cassazione penale la quale ha sostanzialmente stabilito che in relazione all'operato del medico, quest'ultimo debba sempre" prodigarsi, anche se non ha le capacità di effettuare una particolare prestazione sanitaria richiesta, affinchè venga fatto tutto quello che è nelle sue capacità al fine di salvaguardare l'integrità della salute del paziente".
Ma vediamo la vicenda nel dettaglio.

IL CASO:
Un ragazzo di 19 anni era deceduto nel lontano 2004 a causa di un gravissimo schock settico ed una stasi ematica acuta.
Il giovane, a seguito di un grave ascesso in corso, si era rivolto ad un dentista, il quale, analizzata la situazione, si era limitato semplicemente a "consigliare" al ragazzo di recarsi presso una struttura sanitaria adeguata, senza tuttavia curarsi del se, tale struttura sanitaria di destinazione, avesse o meno un quadro informativo adeguato vista la gravissima situazione clinica. In aggiunta il dentista, pur potendo, non forniva alcuna documentazione medica sul ragazzo.

La DECISIONE:
La Suprema Corte, investita del caso, è giunta alla conclusione di estendere il concetto stesso di negligenza professionale.
In particolare gli Ermellini, ritenendo negligente il comportamento del dentista, hanno fatto rientrare il "mero consiglio" nel più ampio ambito della malasanità, errore medico e negligenza professionale aprendo così ad una nuova strada per la fondatezza della  richiesta di risarcimento del danno.
A detta della Corte infatti il medico, in virtù del "contratto sociale" che il professionista instaura con il paziente e che è alla base della professione medica stessa, assume una posizione di garanzia a tutela della salute del paziente. Pertanto, anche qualora il medico non avesse la possibilità o le conoscenze per effettuare le prestazioni sanitarie adeguate al caso, deve fare di tutto per salvaguardare l'integrità della salute del paziente.
Nel caso di specie il dentista pur avendo una qualifica professionale che gli avrebbe di certo permesso di effettuare una precisa diagnosi della patologia del giovane o quantomeno di redigere una adeguata certificazione medica per agevolare i successivi interventi, si limitò solo ed esclusivamente a "consigliare" i genitori del ragazzo, venendo meno al contratto sociale, ed incappando in negligenza professionale.     
Proprio in virtù di tali considerazioni, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna non solo della clinica in sede penale (1 anno e 8 mesi), ma anche del dentista il quale, è stato condannato ad un cospicuo risarcimento del danno.

Appare dunque evidente quanto la materia sia in continua e costante evoluzione.
Diversi comportamenti di fatto possono portare a sempre più frequenti casi di presunta negligenza professionale, presunta malasanità o presunta responsabilità medica.
A tal proposito mi sia concessa una riflessione:
se per un verso è vero che un risarcimento danni per quanto cospicuo, non possa contribuire a migliorare la qualità della vita persa dopo aver perso un proprio caro per un errore sanitario, dall'altro sapremo di aver fatto la cosa giusta evitando che qualcun altro possa subire lo stesso toro.

Guglielmo Mossuto.